Inizio aprile è un passaggio apparente di fioriture, in un vento fresco, sotto un sole appena nato e tra le tardive, fradicie abbondanze di bianca neve appenninica vista in lontananza.
Aprile è un turbinio di pensieri agitati da un vento teso, adriatico, che non sa di primavera né d’inverno.
Si ferma nelle tempie e crea una nebbia che contrasta con il nuovo sole.
È voglia di partire restando immobili,
è voglia di riposare agitandosi.
Ammiro la peonia e le nuove margherite,
che donano colore
e mi illudono dell’estate.
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