Ottobre, l’estate finalmente arrivata Ottobre è l’estate finalmente arrivata, dopo la lunga estivazione. La notte si ferma intorno ai quindici gradi, il giorno supera ancora i venticinque. Solo il sole, inerzialmente ostinato non accoglie il cambiamento climatico: accorcia la luce, come sempre, entrando in un nuovo inverno solare, mentre tutto il resto pare essere solo rassegnato a seguire lentamente il cambio di stagione. I semi si sono aperti rigogliosi con la nuova luna. Un tappeto verde ricopre il terreno, già pronto per la prima raccolta delle fresche e chiaccherose insalatine . Il cavolo fatica a trovare i raggi del sole, nascosti fra le foglie ancora verdeggianti degli alberi. Le bietole, invece, sembrano godere proprio di questa combinazione di caldo e ombra: crescono, tranquille, come se fosse questo il loro tempo naturale. Anche il prezzemolo, quest'anno nato dal seme, sembra finalmente voler mettere radici, ed accasarsi nel microorto. La pacciamatura è orm...
Settembre delle cose che, invece di raggiungere il limite e poi scendere — veloci, ma anche lente — continuano a crescere. L’attesa fisiologica del temporale di Ferragosto, quello che dovrebbe arrivare in ritardo ma arrivare comunque, e raffrescare definitivamente l’estate. Un’attesa vana, procrastinata, snervante, avvilente. Il temporale che si annuncia, si rimanda, si perde dentro giornate ancora incandescenti. Settembre è un letto arroventato. È il continuo rigirarsi nel sonno, nel tentativo di trovare una posizione che non esiste. Pensieri che sanno di calore, che ardono e proprio per questo frenano, limitano. Pensieri che non lasciano spazio. Settembre di spiagge afose e di azzurri e verdi mari meridionali limpidi, ma non cristallini. Acque calde e agitate, che sembrano non voler concedere nemmeno loro quella trasparenza che promettevano. Settembre di notti in riva al mare, sudate dentro una tenda che, con il buio, diventa un sudario. Il mare lì accanto a mischiare al caldo ...