Luglio parte con un giorno di pioggia, dopo un giugno infuocato. Ma il caldo risale subito, annebbiando le giornate nella caligine. Luglio di timidi raccolti: induriti pomodori arancioni, zucchine svogliate e un solo cetriolo. La terra dura e compatta, traccia solchi scavati nell'ignoto, deserto di idee e mano opposta alla speranza. Luglio senza pensieri, con la voglia di fare che si consuma in giorni trascorsi segregati nel refrigerio artificiale, fra mure che si chiudono. Luglio di balli sudati e passi incerti, di bicchieri mezzi vuoti da imparare a guardare pieni. Luglio dell'Appennino arso dai trenta gradi, del mare già caldo, a correre nella sabbia infuocata, le gambe sporche di appiccicosa arena. Luglio delle sere e delle poche ore del primo mattino seduto in giardino a cercare la brezza, illusione di giorni normali. Un mese dal freno premuto, sospeso tra i frutti che maturano lenti nel tempo che passa, il desiderio di un clima capace di restituire respiro ...
Giugno è l'attesa, assolutamente umanamente ingenua, di un giusto compenso per la fatica. È il tempo in cui si spera che lo studio porti conoscenza, che la preparazione del terreno si trasformi in raccolto, che la cura quotidiana delle cose restituisca almeno una parte di ciò che ha richiesto. È anche il mese in cui affiora il peso del cambiamento interiore: quel lento e faticoso allontanarsi dalle abitudini, dalle illusioni e dalle immagini rassicuranti che abbiamo costruito di noi stessi. Cambiare significa rinunciare a ciò che era familiare senza avere la certezza di ciò che verrà, cambiare perché l'estate ha sempre vinto ed il raccolto fotografato e celebrato in una sola unica foto, era nulla di funzionale al vivere. Giugno è l'ascolto preoccupato del temporale in arrivo. Le nuvole nere e gonfie si accumulano all'orizzonte, cariche di pioggia o di distruttrice grandine. Il caldo, già feroce da maggio, prosciuga le energie e toglie al terreno indurendo la...