Maggio è il mese dell’egoismo forse gentile: quello del desiderio di normalità. Il sole torna a scaldare davvero, mentre l’ombra offre ancora un brivido di vero fresco. Si apre così, Maggio, con i primi pomodori sistemati nella pacciamatura, una zucchina, un cetriolo: piccole sfide al calore che avanza. Intorno, i fiori si spalancano alla luce, come se sapessero esattamente quando è il momento. Soffia il grecale, il cielo è limpido, di un azzurro deciso. L’aria è chiara, pulita, sospesa. È un tempo in equilibrio di veri opposti, tra il sole che comincia a bruciare e l’ombra dove si resta ancora avvolti in qualcosa che scalda.
Un piccolo spazio in collina fra terra d'argilla da ammorbidire, una piccola striscia azzurra di mare ad est e sotto un cielo dove brilla in inverno Orione ed in estate la Cicogna. Se non c'è nebbia o qualche nuvolaglia o la luna piena. 7.89 km dal mare e 166 metri al di sopra. Sole al mattino e ombra del condominio al pomeriggio.