Luglio parte con un giorno di pioggia, dopo un giugno infuocato. Ma il caldo risale subito, annebbiando le giornate nella caligine. Luglio di timidi raccolti: induriti pomodori arancioni, zucchine svogliate e un solo cetriolo. La terra dura e compatta, traccia solchi scavati nell'ignoto, deserto di idee e mano opposta alla speranza. Luglio senza pensieri, con la voglia di fare che si consuma in giorni trascorsi segregati nel refrigerio artificiale, fra mure che si chiudono. Luglio di balli sudati e passi incerti, di bicchieri mezzi vuoti da imparare a guardare pieni. Luglio dell'Appennino arso dai trenta gradi, del mare già caldo, a correre nella sabbia infuocata, le gambe sporche di appiccicosa arena. Luglio delle sere e delle poche ore del primo mattino seduto in giardino a cercare la brezza, illusione di giorni normali. Un mese dal freno premuto, sospeso tra i frutti che maturano lenti nel tempo che passa, il desiderio di un clima capace di restituire respiro ...
Un piccolo spazio in collina fra terra d'argilla da ammorbidire, una piccola striscia azzurra di mare ad est e sotto un cielo dove brilla in inverno Orione ed in estate la Cicogna. Se non c'è nebbia o qualche nuvolaglia o la luna piena. 7.89 km dal mare e 166 metri al di sopra. Sole al mattino e ombra del condominio al pomeriggio.