Settembre delle cose che, invece di raggiungere il limite e poi scendere — veloci, ma anche lente — continuano a crescere. L’attesa fisiologica del temporale di Ferragosto, quello che dovrebbe arrivare in ritardo ma arrivare comunque, e raffrescare definitivamente l’estate. Un’attesa vana, procrastinata, snervante, avvilente. Il temporale che si annuncia, si rimanda, si perde dentro giornate ancora incandescenti. Settembre è un letto arroventato. È il continuo rigirarsi nel sonno, nel tentativo di trovare una posizione che non esiste. Pensieri che sanno di calore, che ardono e proprio per questo frenano, limitano. Pensieri che non lasciano spazio. Settembre di spiagge afose e di azzurri e verdi mari meridionali limpidi, ma non cristallini. Acque calde e agitate, che sembrano non voler concedere nemmeno loro quella trasparenza che promettevano. Settembre di notti in riva al mare, sudate dentro una tenda che, con il buio, diventa un sudario. Il mare lì accanto a mischiare al caldo ...
Un piccolo spazio in collina fra terra d'argilla da ammorbidire, una piccola striscia azzurra di mare ad est e sotto un cielo dove brilla in inverno Orione ed in estate la Cicogna. Se non c'è nebbia o qualche nuvolaglia o la luna piena. 7.89 km dal mare e 166 metri al di sopra. Sole al mattino e ombra del condominio al pomeriggio.