Maggio è il mese dell’egoismo forse gentile: quello del desiderio di normalità.
Il sole torna a scaldare davvero, mentre l’ombra offre ancora un brivido di vero fresco.
Si apre così, Maggio, con i primi pomodori sistemati nella pacciamatura, una zucchina, un cetriolo: piccole sfide al calore che avanza. Intorno, i fiori si spalancano alla luce, come se sapessero esattamente quando è il momento.
Soffia il grecale, il cielo è limpido, di un azzurro deciso. L’aria è chiara, pulita, sospesa.
È un tempo in equilibrio di veri opposti, tra il sole che comincia a bruciare e l’ombra dove si resta ancora avvolti in qualcosa che scalda.
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