L’Epifania apre la porta all’inverno.
Dalle terre del Nord l’aria scende fino all’Adriatico, si carica d’umidità e diventa neve sulle prime colline di Romagna.
Contemplo il bianco, assaggio il freddo che pizzica e resta.
C’è timore in ciò che si fa fragile, scivoloso, incerto.
Eppure c’è gioia nel vedere la natura fermarsi, respirare piano, addormentarsi senza affanno sotto la sua lucente coperta.
Resto allora in attesa, smarrito in questo bianco, e ne accolgo la sfida come si accoglie il silenzio: senza difese.
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